di J.D. Greear

Quando l’apostolo Pietro disse che i Cristiani si sarebbero dovuti aspettare calunnie e maltrattamenti da parte dei malvagi, ciò era letteralmente vero a quei tempi per la chiesa. L’antico mondo romano non comprendeva i credenti e li avvertiva come una minaccia, per questo aveva fabbricato una serie di menzogne su di loro. Li additavano come superstiziosi perché essi credevano ai miracoli, li chiamavano “atei” perché essi rinnegavano gli dèi romani e “incestuosi” perché sposavano quelli che chiamavano fratelli e sorelle. Affermavano perfino che fossero cannibali perché mangiavano la “carne” e bevevano il “sangue” quando si riunivano assieme. I credenti erano i capri espiatori preferiti per i problemi della società del tempo. Quando Nerone incendiò Roma e i Visigoti attaccarono la città, entrambi accusarono i Cristiani.
“Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme… Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente; egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti”. (1 Pietro 2:21-24)
Anche oggi, in quanto Cristiani, dovremmo aspettarci di essere calunniati. È ciò che fecero a Gesù, ed Egli ci ha mostrato come reagire. Cosa fece Gesù quando sperimentò l’opposizione?

1. Gesù fu paziente
Dobbiamo sbarazzarci dell’idea che, vivendo nel modo giusto, nulla di male ci accadrà, nessuna bugia verrà detta sul nostro conto, giustizia verrà fatta sempre velocemente sul nostro conto e che, in definitiva, i bravi ragazzi trionfano in ogni situazione. A Gesù le cose non andarono in questo modo. Se pensiamo che il fatto di vivere rettamente ci metta al riparo da ingiustizie e da sofferenze, faremmo bene a domandarci quale Salvatore stiamo seguendo. Gesù patì ingiustamente e lasciò un esempio affinché seguissimo le sue orme.

2. Gesù si rimise “a colui che giudica giustamente”
Egli attese la vendetta da parte del suo Padre Celeste e la ricompensa nella Sua patria in Cielo. Non ottenne vendetta né ricompensa qui, ma andava bene così. Egli era uno straniero e un esiliato, la sua vera casa era il Cielo e fu quella, pertanto, che aspettò.

3. Gesù continuò a fare il bene anche quando fu calunniato
Continuò a fare miracoli, continuò a perdonare le persone, anche quando lo stavano inchiodando alla croce. Fu lungimirante sulla discolpa, lasciando che fossero le Sue opere a parlare da sole. Pietro dice che questo è ciò che dovremmo fare anche noi: perseverare nel compiere delle buone opere e lasciare che siano loro a scagionarci. Cosa metterà a tacere i vostri accusatori? Non i vostri posti sui social media. Le vostre buone opere. Dobbiamo smetterla di lamentarci del fatto che gli evangelici non vengano trattati nel modo giusto dai media e dobbiamo cominciare a prenderci cura degli orfani nelle nostre comunità. Quando i servizi sociali non avranno più bambini da collocare e noi saremo le sole persone coinvolte, lasceremo che sia questo a cambiare i loro punti di vista. Dobbiamo smetterla di ripetere che i Cristiani non sono razzisti e, piuttosto, iniziare a invitare nelle nostre vite coloro che non hanno il nostro aspetto, sentire le loro sofferenze e portare i loro carichi come faremmo coi nostri.

Come dice il Pastore Craig Groeschel, più mostreremo il Vangelo, più opportunità avremo di dichiarare il Vangelo.

4. La paziente sopportazione di Gesù sotto il peso dell’ingiustizia è stato il mezzo attraverso cui siamo stati salvati.
Pietro cita la profezia di Isaia: “Per le sue lividure siamo stati guariti”. Le ferite di Gesù non furono il sottoprodotto della nostra salvezza: esse furono i veri mezzi attraverso cui Cristo acquistò la nostra salvezza. In qualche modo misterioso, così come Gesù provvide la salvezza per il mondo attraverso le ferite, noi estenderemo questa salvezza attraverso le nostre. Paolo disse la stessa cosa: “Ora sono lieto di soffrire per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a favore del suo corpo che è la chiesa” (Colossesi 1:24).
Come potrebbe mai mancare qualcosa nelle afflizioni di Cristo? Gesù non disse forse: “È compiuto?”. L’opera salvifica è compiuta, ma ciò che non è ancora ultimato è l’ascolto da parte delle persone dell’offerta di salvezza: la salvezza personale non si compie finché le persone non ascoltano il messaggio e vi rispondono. La gente deve ascoltare e credere per poter essere salvata e, come dicono Pietro e Paolo, è attraverso le nostre afflizioni e attraverso il modo in cui rispondiamo alle persone che vi saranno più opportunità di ascoltare e di credere.
Mentre sopportiamo con speranza e mentre perdoniamo coloro che ci trattano nel modo sbagliato, mentre amiamo chi non ci ama e chi ci fa soffrire, il mondo vede la verità del Vangelo e impara a conoscere Gesù.
Dio potrebbe chiamarti a rispondere come Cristo ad alcune ferite che stai subendo proprio adesso. C’è qualcuno a cui dovresti rispondere con benevolenza, come ha fatto Cristo, per mettere in luce il Vangelo?
C’è una situazione nella quale hai bisogno di metter via il desiderio di vendetta e raccomandarti a Dio, limitandoti ad amare la persona coinvolta così come Cristo ha amato te?
Il modo in cui scegliamo di reagire alla sofferenza dice qualcosa del Dio che abbiamo scelto di seguire. Può darsi che il Signore stia provando a raccontare una storia attraverso di te, una storia che non riguarda te ma che è più importante ancora di te. La tua storia non può salvare nessuno, ma Gesù sì. Non c’è onore più grande che sapere che la tua storia ha contribuito a questo.

J.D. Greear

Testo pubblicato originariamente sul sito di J.D. Greear Ministries. Tradotto e riprodotto qui con l’autorizzazione da parte dell’editore J.D. Greear Ministries. Il suo utilizzo totale o parziale è proibito in ogni forma previa richiesta e autorizzazione di SoliDeoGloria. Il contenuto del presente articolo non è alterabile o vendibile in alcun forma.
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