Il Cammino Cronologico: Dalla Svizzera al Cuore dell’Italia

Gli Inizi, la Fede di una Madre, la Ferrovia e l’Orizzonte Missionario (1956 – 1980)
Nel guardare all’impatto della vita di Kurt, così potentemente usata dal Signore, si scopre che il suo ministero è stato anzitutto il frutto di una fedele risposta alla preghiera. Durante una gravidanza particolarmente difficile, sua madre fu costretta a rimanere a letto per diversi mesi; un tempo di prova che lei scelse di consacrare interamente all’intercessione, pregando specialmente per quel figlio non ancora nato. Dio ascoltò quel grido e Kurt nacque in Svizzera nel 1956. Trascorse la sua giovinezza lavorando con dedizione come ferroviere presso le Ferrovie Svizzere di Zurigo, un impiego di cui andava fiero, ma il Signore stava preparando per lui binari diversi. Nonostante la stabilità del lavoro, il suo cuore batteva già per la missione. Prima ancora di stabilirsi in Italia, dedica un intero anno all’India, un’esperienza che segna l’inizio concreto del suo cammino missionario. Qui Kurt sviluppa legami profondi che non si spezzeranno mai: per tutta la vita manterrà un coinvolgimento attivo nel Paese, visitandolo regolarmente e offrendo un sostegno spirituale e pratico costante a Vimal e alla sua famiglia.
La Chiamata per l’Italia e la Formazione a Roma. Il corso della sua vita prende una direzione definitiva quando, sente che Dio lo sta chiamando a servire in una nazione a lui ancora sconosciuta: l’Italia. Agli inizi degli anni ’80, guida il suo primo gruppo di Operazione Mobilitazione (OM) a Mantova, dando il via a un movimento missionario che sarebbe durato a lungo. Per prepararsi al meglio, si trasferisce a Roma per frequentare l’Istituto Biblico Evangelico Italiano (IBEI). In quegli anni di studio e approfondimento della Parola, incontra Ruth, una studentessa svizzera destinata a diventare sua moglie e compagna inseparabile di ministero. Kurt, con il suo stile unico e schivo, le chiede di portare alcune lettere in Svizzera durante un viaggio, ma lascio’ l’ultima lettera indirizzata appositamente per lei. Il resto è una storia di amore che tutti conosciamo.
L’Insediamento a Mantova e la Guida di OM Conclusi gli studi a Roma, Kurt e Ruth si stabiliscono definitivamente a Mantova. È qui che Kurt assume l’incarico di Direttore Nazionale di OM Italia, iniziando a mobilitare e formare generazioni di giovani credenti, lasciando un’impronta indelebile nel panorama evangelico italiano.

L’Era di Mantova e il Trasferimento a Piacenza (Anni ’90)

Mantova: Un “Hub” Internazionale. Sotto la guida di Kurt, la chiesa di Mantova diventa un vero crocevia internazionale. La città si trasforma in un punto d’incontro per giovani provenienti da tutto il mondo — europei, indiani, africani, americani — che arrivano per imparare il valore del servizio. Kurt organizza campagne estive estenuanti ma gloriose, porta centinaia di ragazzi italiani in tutta la penisola e in Belgio, formandoli all’evangelizzazione “di strada”.
Piacenza: Una Scelta Strategica. Nel 1991, Kurt si trasferisce con la famiglia a Piacenza. Questa scelta non è casuale: la posizione centrale della città nel Nord Italia gli permette di muoversi strategicamente e viaggiare su e giù per la penisola e per coordinare al meglio il ministero di OM Italia, incoraggiando tantissimi giovani italiani ad essere coinvolti nella missione e mandando tanti altri con OM Internazionale per un periodo di formazione e sulle navi Doulos e Logos e altri centri di OM per vari periodi. Kurt diventa un viaggiatore instancabile, orgoglioso dei tantissimi chilometri percorsi con la sua auto per visitare chiese, incoraggiare credenti, organizzare campagne evangelistiche e distribuire letteratura ovunque ci fosse bisogno.
A questo aggiungeva anche il compito come cappellano evangelico dell’ospedale civile di Piacenza e nelle carceri facendo visite e prestando servizio quando si trattava di persone straniere che si professavano evangeliche. Nelle diverse circostanze di presenze richieste non mancava mai di testimoniare a tutte le persone che incontrava. Rimarrà a Piacenza per i successivi venticinque anni.
L’Impegno nella Chiesa Locale. Nonostante i suoi innumerevoli impegni a livello nazionale e internazionale, Kurt non trascura la sua realtà locale, per tutti gli anni piacentini ha frequentato fedelmente la Chiesa Evangelica di Piacenza (Vicolo Molineria). Ne diventa membro attivo e, per un lungo periodo, servendo come uno degli anziani prima e poi come diacono nel Consiglio di Chiesa assieme alla moglie Ruth per collaborare con gli altri diaconi in modo particolare per le visite ai credenti soli o geograficamente isolati e farli sentire parte della Assemblea condividendo con loro culti domestici e studi biblici dedicati. Si dedica con amore allo sviluppo della sua chiesa locale senza mai risparmiarsi: dalla predicazione all’evangelizzazione, nelle visite pastorali, nella cura d’anima, nel discepolato personale e nella preghiera per i singoli membri.
In quegli stessi anni, Kurt offre il suo contributo anche alla nascita di Apice, una associazione per la testimonianza di come vivere il Vangelo nel proprio posto di lavoro e testimoniare di Cristo ai propri colleghi. Si tratta di un ulteriore ministero che lo vede coinvolto sin dalle sue prime fasi con il collegamento e lo sviluppo di relazioni con associazioni dallo stesso scopo ma con maggiore esperienza prima nelle Chiese Svizzere poi in quelle Europee con Europartner. Il suo aiuto in Apice fu quello di collaborare a organizzare relazioni personali con credenti impegnati a testimoniare di Cristo nel proprio lavoro. Aiutare a realizzare diverse conferenze in Italia per i credenti imprenditori e professionisti come supporto alla testimonianza che ciascun associato svolgeva nelle proprie relazioni. Stimolare a sviluppare un approccio missionario e missionale da esercitare nella propria attività professionale. Aiutò per la pubblicazione in italiano della rivista “Riflessi”, un magazine pubblicato da Europarner in inglese e promosse la pubblicazione di articoli da parte di credenti italiani per il loro inserimento nell’edizione internazionale.

Il Profilo Tematico: L’Eredità di un Missionario

La Passione per la Parola e la Diffusione dei Libri. Kurt credeva fermamente che una solida crescita spirituale fosse legata a una buona lettura teologica. Si è dedicato con energia alla divulgazione di libri evangelici, questa epopea letteraria era iniziata sin dai primi tempi con la stampa dell’opuscolo evangelistico “L’unica Via”, da lui utilizzato capillarmente nelle campagne all’aperto e distribuito in moltissime chiese d’Italia.

  • Ha attivamente promosso e sostenuto la nascita di realtà editoriali come Passaggio.
  • Ha incoraggiato e finanziato la traduzione di opere dottrinali fondamentali, muovendosi rigorosamente “per fede”: spesso i fondi non c’erano in anticipo, ma Kurt ordinava le stampe certo che Dio avrebbe provveduto, come poi puntualmente accadeva.
  • Il suo motto implicito era che un libro stampato non fosse un business, ma uno strumento di grazia da mettere nelle mani di chi aveva bisogno di essere edificato.

La Fondazione di Italian Ministries. Dopo aver concluso il suo percorso con OM, nel 1998 Kurt concentra le sue energie in un nuovo progetto. Insieme ad altri missionari, fonda la FEMI (successivamente rinominata Italian Ministries), un network nato con l’obbiettivo strategico di mettere in stretto contatto e incoraggiare i missionari operanti in Italia, facilitando la comunicazione e la collaborazione tra loro, le varie agenzie missionarie, e realtà e chiese locali. Con l’obiettivo di favorire una visione missionale nella chiesa italiana, promuovendo il coinvolgimento attivo di italiani nella missione globale.
Il Servizio nell’Alleanza Evangelica Italiana (AEI). Tra il 2010 e il 2014, Kurt allarga ulteriormente il suo servizio servendo come coordinatore del distretto Nord-Ovest dell’AEI. In questi anni si impegna instancabilmente nell’animare incontri di preghiera a Milano, Torino e Genova, con il profondo desiderio di coltivare una vera comunione fraterna tra le diverse chiese evangeliche. È stato un sostenitore dell’AEI nella difesa dell’Evangelo biblico contro le derive liberali ed ecumeniche, mantenendo una posizione ferma, chiara e intransigente sulla centralità e l’autorità della Scrittura.

L’Ultimo Atto: Soli Deo Gloria Edizioni

Negli ultimi anni della sua vita, la passione di Kurt per la buona letteratura si è concretizzata nella nascita di “Soli Deo Gloria Edizioni”. Questa realtà letteraria è stata il coronamento del suo amore per la dottrina e rimane oggi una testimonianza viva, potente e attiva per la Chiesa in Italia e la sua dedizione al Vangelo in Italia.
Il Sostegno alla Missione in Romania. Il cuore di Kurt per le nazioni non si è fermato all’India. In questi ultimi anni ha sostenuto attivamente un importante progetto missionario in Romania, che unisce il sostegno sociale alla testimonianza cristiana per portare speranza alle persone più fragili. Attraverso la collaborazione con la famiglia Deaconu a Bucarest, Kurt ha appoggiato un’opera a tutto tondo: dall’assistenza pratica a bambini in contesti difficili, anziani soli e disabili, fino a una forte azione spirituale fatta di evangelizzazione, discepolato e campi estivi. Due ambiti di questo progetto riflettevano perfettamente le grandi passioni di Kurt: il ministero nelle carceri (con la distribuzione di materiale biblico e calendari evangelistici in dodici istituti penitenziari rumeni) e la diffusione capillare di letteratura cristiana in lingua romena su tutto il territorio nazionale.

Il Mentore e l’Uomo di Dio

Il discepolato di Kurt era estremamente pratico, diretto e senza filtri. Non era raro che chiamasse i suoi collaboratori, amici e conoscenti qualsiasi ora del giorno per chiedere: Come stai? E cosa stai facendo? oppure: “Cosa hai letto della Bibbia oggi? Hai pregato? Preghiamo!”. Questo non nasceva da una curiosità indiscreta per i fatti personali altrui, ma da un interesse genuino, vero e profondo per le persone; voleva costruire un rapporto autentico che gli permettesse di intercedere e pregare per loro con reale efficacia. Aveva un cuore sincero e un sorriso affettuoso. Era un pioniere, un uomo di fede e preghiera che amava le relazioni umane, ci credeva e vi investiva tempo ed energie, costruendo legami duraturi.
Aveva un vero e proprio ministero “alla Barnaba”: possedeva la rara capacità di dare fiducia, spazio e responsabilità a persone meno considerate da altri, proprio come Barnaba fece con Paolo. Era un visionario e un pastore di anime che sapeva leggere le persone e le loro circostanze, offrendo sempre una parola di consolazione e consigli appropriati, dettati con le parole giuste. Un uomo sensibile e sempre pronto ad accogliere, perché Kurt era, prima di tutto, un uomo che sapeva ascoltare. Era un mentore che non imponeva mai le proprie visioni o il proprio modo di vedere il servizio missionario quanto invece cercava di capire, assieme a chi stesse discepolando, quale era la vocazione che Dio aveva rivolto al discepolo cercando di confermarla e aiutando a svilupparla con la preghiera e la sua rete di conoscenze accumulata negli anni di servizio missionario.
Pur conoscendo molto bene le Scritture, Kurt le comunicava con una semplicità e una gioia contagiosa. Amava profondamente la missione e i perduti. Sosteneva i missionari in tantissime forme, rivolgendo la sua attenzione e il suo aiuto anche a quei missionari meno conosciuti. Kurt dava loro fiducia, vedendo in loro ciò che gli altri non riuscivano a scorgere. Era profondamente generoso, un uomo di fede e di preghiera, che tuttavia non viveva distaccato dalla realtà e dalla vita pratica su questa terra. La sua intera esistenza è stata rivolta al prossimo per condividere la bellezza del Vangelo.
Nonostante avesse raggiunto da tempo l’età della pensione, Kurt scelse fermamente di non abbandonare l’Italia e di non fare ritorno nel suo Paese d’origine. Amava profondamente questa terra e gli italiani; il suo amore per la Parola di Dio e la fedeltà alla chiamata ricevuta dal Signore sono state le motivazioni che lo hanno spinto a continuare il suo servizio cristiano fino all’ultimo. È stato, senza ombra di dubbio, una persona speciale in tutti i sensi e un punto di riferimento costante per moltissimi. Coerente con il suo stile di vita schivo e lontano dai palcoscenici, Kurt ha scelto di non avere un funerale pubblico. Ha rifiutato categoricamente i riflettori ed è andato via in silenzio, per lasciare che tutta la scena e lo spazio fossero occupati esclusivamente da Gesù e dalla Sua opera salvifica. La sua presenza mancherà immensamente alla moglie Ruth, ai figli Fabio e Mirko, alla chiesa di Piacenza, quella a Schlieren, e alle centinaia di persone che, incrociando i suoi passi lungo il cammino, sono state da lui influenzate, sfidate e incoraggiate con una vita interamente spesa per il Regno del Re dei re.